Woe is me!

Per la serie: cominciamo bene.
Oggi rientro al lavoro dopo due settimane e nemmeno un ben tornato ad accogliermi.
Più trasparente di così, davvero si muore.
(Royksopp - Poor Leno)
Lunedì 18 08 2008 at 10:55 am

What's the difference?


E' ufficiale.
Con oggi s'arriva a dieci.
Ben dieci pazzi hanno osato, convinti, paragonarmi ad Adrien Brody.
Mah!
Anche se, onestamente, non credo che l'ultimo della serie, con quel suo "Sembri la versione porno di Adrien Brody" intendesse davvero farmi un complimento.


And I don't want no substitute
Baby I swear it's Deja Vu


(Beyonce - Deja vu)

Giovedì 07 08 2008 at 5:36 pm

And I compromised all my time

Visti i commenti allo scorso post di commiato, urge un chiarimento.

C'è un buon motivo, anzi 15 buoni motivi per cui non ho quella voglia esagerata di scrivere per le prossime settimane: le ferie.

Ebbene sì, puntuali come solo le repliche della Jessica Fletcher sanno essere, anche quest'anno si ripropongono come un'enigma risolto prima ancora di cominciare.

Che farai quest'anno? Mai domanda potrebbe essere più retorica.

Così, dopo averne avuto sentore nello scorso weekend, il mio primo giorno di ferie (sic) m'ha regalato un classico (uno dei tanti): la programmazione, minuto per minuto, manco fossi un atleta che si deve preparare all'ultimo minuto a partire per la Cina.

C'è da fare questo, quest'altro e quest'altro ancora. E poi, perché no, anche quello, quell'altro e quell'altro ancora.

C'è, anzi, ci sarebbe... tanto basta il mio senso di colpa a rendere imperativo anche il condizionale.

Se a questo poi si aggiungono le interminabili liti estive, non si può che desiderare il peggio per me stesso.

Oggi, per cominciare, a pranzo sono stato graziato da un'interminabile discussione sugli armadi, un evergreen che non passa mai di moda d'estate, un po' come la lambada: io occupo un armadio e 3/4, relegando il fratello a un misero armadio e 1/4.

Quale offesa!

Quale affronto all'armonia famigliare!

Insomma capitemi: il morale non è alle stelle.

You're the reason i don't trust no one
And i don't love no one
From the places i've come
Sad songs i've sung
All the times i've been stung
For you bring the worst out of me

(Missy Elliot - Teary eyed)

Lunedì 04 08 2008 at 4:40 pm

I want air that I don't see

Mi prendo l'ennesima pausa da questo blog.
Non che si prospettasse nulla di interessante da scrivere prossimamente, comunque.
Au revoir!

You say you know the way to go
And I should follow
But all of your empty promises
Leave me hollow

(Jill Scott - My petition)
Venerdì 01 08 2008 at 2:21 pm

Ansiaaaaaa

Se oggi avessi parlato in polacco con la gente,
sarebbe andata decisamente molto meglio.
Già fa caldo,
questa settimana poi ho la vaga voglia di bruciare tutti uno dopo l'altro.
Beware of the dog, insomma.

And if you complain once more
You'll meet an army of me
(Bjork - Army of me)

Mercoledì 30 07 2008 at 10:15 pm

Dream,

dream you're not too late

Oggi non ho voglia di lavorare.
Ho voglia di guardare cartoni animati, ma di quelli belli di un tempo, semplici e con colori pastello.

A proposito di cartoni, due settimane fa ho avuto l'ennesima crisi esistenziale causa loro, parlando con tal collega.
Mentre lui si perdeva a raccontarmi di come abbia lavorato fin da bambino e si sia conquistato quello che ha esclusivamente per merito e fatica (tesò, credimi, l'homo faber non esiste, esistono solo le spintarelle giuste al momento giusto) e mentre io mi perdevo nei suoi occhioni azzurri, ovviamente distraendomi, pensò bene di richiamarmi alla realtà, chiosando, in riferimento al rispetto che certi statali lazzaroni dovrebbero attribuirgli: "Oh, ma chi si credono di essere? Io non li guardo più i cartoni animati!".

Drama.

Io i cartoni animati li guardo ancora oggi: non ho quindi potuto che sentirmi un fallito a suo cospetto.

Per un 5 secondi, più o meno.

Ho poi guardato fuori dalla finestra.
C'era un po' di vento e ci ho ripensato.
A me va bene così.
Io mi tengo stretto il mio diritto a sognare, perché almeno in quello sono libero.

Bring it on
Come along
On the road to somewhere
Take our time
See the signs
On the road to somewhere

(Goldfrapp - Road to somewhere)

Lunedì 28 07 2008 at 10:12 am

A private hell I built...

...with a faked smile

Il lunedì mattina mi lascio sempre abbandonare nei miei pensieri, il che è già di per sè pericoloso, perchè girare con lo sguardo perso nel vuoto a Milano non è mai una buona idea, figuriamoci il lunedì mattina.
E' però più forte di me: appena metto piede giù dal treno, vedere la città in movimento mi spegne.
Più del solito, doverosa precisazione.
Conseguenza naturale del mio modo di essere: continuo a lasciarmi trascinare dagli eventi, perché, alla fine, non so fare altro.
Perchè, alla fine, mi faccio andar bene tutto: bianco o nero, sì o no, 0 o 100 per me contano uguale.
Mi rendo conto sempre più che ormai sono diventato indifferente a ogni cosa, a ogni evento, a ogni non-evento.
Ho bisogno di ricominciare.
Non so come ricominciare.
Senza idee, come sempre, continuerò ad assistere all'evolversi delle cose, da spettatore.
A meno che qualcuno non voglia prendermi per mano e portarmi lontano.


(o anche soltanto prendermi a schiaffoni, s'intende)

Come cerchi nell’acqua che non sanno nuotare
e si infrangono

(Paolo Benvegnù - Cerchi nell'acqua)

The life that we have missed
I think it still exists
How can you resist?

(Everything but the girl - No difference)
Lunedì 21 07 2008 at 09:43 am

I-O

Il caffè solubile: unica forma di caffè conosciuta ai miei colleghi milanesi.
...
Oggi sono arrivato al lavoro particolarmente distratto.
Poca voglia di lavorare, quindi s'è cercato di passar la mezza giornata che separa dall'ennesima riunione alla bell'e meglio.
Eccomi allora alle prese con il bollitore, questo sconosciuto, sotto gli occhi delle colleghe e della capessa.
... ed è subito dramma.
Consumato ad alta voce, senza pensare di essere ascoltato:

"Mmmm, davvero non ricordo mai.
Come sarà?
La linea e il cerchietto...
...non so mai che farci uffa.
Sarà acceso?
Mah!
Uhmm, ho scelto la linea ma non succede nulla, perchè?
Ma insomma, la linea è 1 e il cerchietto è zero, no?
...quindi 1 sarà acceso e 0 spento o il contrario?"


Ecco poi il dramma esser spezzato da un "INGEGNEREEEEEEE!" e la capessa che prende in mano la situazione, ovvero si ripristina la noia, ecc...
Che ansia sentirsi dare dell'ingegnere.
ODIO.
Doverosa nota à tout le monde: se è pur vero che ingegnere da ingegno deriva, gli ingegneri non sono più furbi o intelligenti della media, ok?
A maggior ragione non rinfacciatelo a me, ché di essere ingegnere mi interessa meno di niente e che soprattutto ritengo sia stata una delle mie scelte peggiori (no, non sto esagerando).

Ansiaaaaa!

Last night I
Last night I
I think I dreamt a
Beautiful song
But when I woke
The birds had flown
And it was gone

(Roisin Murphy - If we're in love)

Giovedì 17 07 2008 at 9:29 pm

Don't let today get lost...

...'cause today the sun's on us

E così, dopo inseguimenti, incursioni e appuntamenti by train, il sottoscritto s'è concesso a un'uscita con le zie predilette, LaO e Pero.

Ne racconto, ovviamente, solo per marchetta: le zie s'offenderebbero, soprattutto quella che s'è l'è presa perché non ho scritto del nostro incontro sul treno la scorsa settimana... diva!

Non ne avrei scritto perché in realtà, la cosa è stata piuttosto deludente.
Giuro!
E' che m'ero fatto un'aspettativa del tutto diversa.
M'ero sognato d'essere stuprato a turno dalle zie e dalla cricca di gay ragazzi aggregatisi nel corso della serata.
Di venire scaricato da un'auto gialla in corsa.
Di venire ritrovato la mattina seguente ignudo (ma con una scarpa al piede, che fa sempre un po' chic), abbandonato in un fosso di fronte a quel santuario che vide l'apparizione della Madonna, dalla pia devota che di buona mattina si stava recando alla messa delle sette.
E invece?
Nulla di tutto ciò, mi è stata riservata un'ordinaria serata tra commarelle, in cui il massimo della trasgressione è stato sentirsi dare della troia.
Non mi dilungo nei particolari, perché dovrei confessare che trovarsi ad avere a che fare con questi due esseri (insieme per giunta!) m'ha messo seriamente a disagio: sono troppo [inserire aggettivo qui] per me, inevitabile quindi che nella migliore delle mie tradizioni, io abbia cominciato a sentirmi alquanto mediocre a confronto.
Alla fine, è incorso il routinario estraniamento e s'è vissuta la serata un po' come si guardano le torte al cioccolato dalla vetrina dei negozi.
Ansia!
Ma ormai si sa, io le cose positive proprio non le voglio vedere.


Un grazie alle zie, sempre più care.

Don't let your shadow spoil the view
Of what's around you

(Sophie Ellis-Bextor - Today the sun's on us)

Domenica 13 07 2008 at 9:39 pm

Big Empty Purse

Ah, tra i tanti motivi per cui non mi piacciono i colleghi milanesi se ne aggiunge doverosamente un altro, che per me é fondamentale: non sanno chi sia zia Amy.
Non ho parole.
A questo punto è chiaro che noi non s'andrà mai d'accordo.

Intanto si continua a bazzicare il vecchio posto di lavoro, che di soddisfazioni ne continua a dare, eccome.

A partire dalla segretaria, che saluta con un fischio il mio arrivo al parcheggio dal balconcino del terzo piano.
Corre poi nel mio cubicolo ad aprir le finestre per far cambiare aria: "Guarda, ti dò le stesse attenzioni che dò a mio figlio".
Che tenera.

All'ex capo, che si prodiga per traslocare da solo tutta la mia roba in un ufficio con l'aria condizionata.

Al nuovo ufficio, che mi presenta un collega più che interessante, soprattuto perché ha più di quarant'anni e conosce Moloko ed Erykah Badu. Adoro.

Al nuovo ufficio un po' di meno, che oggi m'ha regalato una visione che mi sarei risparmiato volentieri: Mr. Polpette in uscita dal bagno a torso nudo. Non adoro.

Al nuovo collega ancora di più, per la descrizione che mi fa della mia capa milanese: "Sai, bionda, bella, prosperosa. Si propone bene. Ma per tanto una ex diva del porno soft". Adoro, Adoro.

Alla perseveranza di Mr. Polpette, che ancora crede di riuscire a confondere le acque, ragguagliandoci sulla sua predilezione per le vagine depilate.

Alla chiaccherata (finalmente!) di un'oretta con un altro collega, oretta spesa a perdersi nei suoi occhi (cercando di non sospirare ad ogni battito di ciglia come una scolaretta qualunque) ascoltando dei suoi epici scontri con marenga d'ogni colore e dove. Da aggiungere alla lista dei futuri mariti.

Con un'overdose di questo tipo, la sola idea di tornar domani in quel di Milano mi fa salir la depressione.

(Amy Winehouse - Fuck me pumps)
Giovedì 10 07 2008 at 11:02 pm